I Cacciatori a Ca' Micci. Ecco uno di quei ristoranti che sentivamo elogiare da parecchio tempo da molti dei nostri amici, ma nel quale non eravamo mai riusciti a prenotare.
Un po’ per la distanza, infatti la via più breve per arrivare in cima a Valle S. Anastasio è quella che attraversa tutta la Repubblica di San Marino e quindi non molto agevole, ma sopratutto perché non riuscivamo mai a trovarlo aperto.
Poi finalmente è arrivata l’occasione giusta.
Il nostro primo contatto, piuttosto scioccante, è stato con la tipologia delle automobili parcheggiate fuori del locale, tutte di lusso e tutte con targa sammarinese. Senza far notare di aver accusato il colpo Marcolino ha parcheggiato la sua alquanto distante, dietro una fila d'alberi.
Comunque eccoci all’entrata del locale con Marcolino impegnato nel suo solito giochino della lumaca, con Zago che si presta a fare il guscio.
Ed eccoci seduti a tavola con un Zago ancora sorridente. Pochi istanti dopo è arrivato il proprietario per proporre i piatti della casa e alla sua richiesta di scattarci la solita fotografia questa è stata la lapidaria risposta che lo fa fatto immusonire:
- Ma te, tci iquè per magnè o par fè al foto?
La scelta è caduta, come succedeva sempre in quel periodo, sulle tagliatelle
E scortichino e arrostita per secondo.
Non abbiamo fotografato tutto il resto, presi come eravamo dall’osservare gli avventori presenti nel ristorante. Intere famiglie in cui il meno in carne oltrepassava comunque il quintale. Intere famiglie che sembravano disegnate da Botero. Bambini e cani compresi.