Thursday, February 19, 2026

I Cacciatori

 I Cacciatori a Ca' Micci. Ecco uno di quei ristoranti che sentivamo elogiare da parecchio tempo da molti dei nostri amici, ma nel quale non eravamo mai riusciti a prenotare.

Un po’ per la distanza, infatti la via più breve per arrivare in cima a Valle S. Anastasio è quella che attraversa tutta la Repubblica di San Marino e quindi non molto agevole, ma sopratutto perché non riuscivamo mai a trovarlo aperto.

Poi finalmente è arrivata l’occasione giusta.


Il nostro primo contatto, piuttosto scioccante, è stato con la tipologia delle automobili parcheggiate fuori del locale, tutte di lusso e tutte con targa sammarinese. Senza far notare di aver accusato il colpo Marcolino ha parcheggiato la sua alquanto distante, dietro una fila d'alberi.



Comunque eccoci all’entrata del locale con Marcolino impegnato nel suo solito giochino della lumaca, con Zago che si presta a fare il guscio.




Ed eccoci seduti a tavola con un Zago ancora sorridente. Pochi istanti dopo è arrivato il proprietario per proporre i piatti della casa e alla sua richiesta di scattarci la solita fotografia questa è stata la lapidaria risposta che lo fa fatto immusonire:

- Ma te, tci iquè per magnè o par fè al foto?



La scelta è caduta, come succedeva sempre in quel periodo, sulle tagliatelle



E scortichino e arrostita per secondo.


Non abbiamo fotografato tutto il resto, presi come eravamo dall’osservare gli avventori presenti nel ristorante. Intere famiglie in cui il meno in carne oltrepassava comunque il quintale. Intere famiglie che sembravano disegnate da Botero. Bambini e cani compresi.


Monday, February 09, 2026

Corrado

 All’inizio di questo viaggio eravamo dell’idea di non pubblicare post su ristoranti in cui eravamo già stati e quindie già presenti su questo blog. in fondo nel contado ce ne sono talmente tanti!

Eppure ce ne sono alcuni talmente iconici… in particolare modo se cresce la voglia di cappelletti pasticciati e coniglio… nei quali è praticamente impossibile non tornare.

Quindi nuovamente Corrado.

Perché, considerazione principe, è l’amicizia lo scopo ultimo del blog, non i piatti fotografati. In ogni serata, qualunque sia il posto, sempre nuove sono le avventure che finiscono immancabilmente in risate.




Peccato che all’ultimo momento Lili abbia dovuto dare forfait… era l’occasione buona per i due Maurizi di pareggiare la preponderanza dei Zaghini!

Comunque Marcolino non si è fatto abbattere ed ha ordinato comunque un piatto di tortellini pasticciati supplementare anche per lui.




Per il resto, che dire: pollo, coniglio verza e patate, come d’abitudine





E anche un bicchiere di sangiovese, che non guasta mai!



Stranamente stavolta non ci siamo persi in chiacchiere e abbiamo unicamente lavorato di mandibole, con poche prese in giro.


Al momento dei liquorini abbiamo tutti guardato Marcolino e il il suo sconforto nel momento in cui la cameriera ci ha comunicato che no, nel ristorante non tengono il Jefferson… per cui lo consoliamo con una foto di repertorio…



Friday, January 30, 2026

Fafein

 Eccoci seduti attorno al desco da Fafein mentre assumiamo le nostre pose abituali. Io e Otto rilassati, Marcolino, che si è appena ustionato il braccio nudo sul termosifone rovente e Zago, nella sua classica imitazione della lumaca.



Una volta raccontato il menù la scelta è ricaduta sui maltagliati coi fagioli, bella densa, abbondante.




Poi c’è sempre chi vuol fare il prezioso e sceglie la pasta ripiena, in questo caso i ravioli cosparsi di abbondante parmigiano grattugiato




Lasciando come al solito gli altri senza  




A seguire scortichino o tagliata (non si capisce mai)




E baccalà in umido con patate



Poi è arrivato il momento delicato in cui ci hanno portato i liquori



E in quel momento Otto ha voluto compiere un magnanimo gesto di riconciliazione con il cugino, dopo la beffa della volta scorsa, regalandogli un’intera bottiglia di amaro Jefferson. Nelle foto Marcolino sembra realmente stupito e compiaciuto ma non ci è sfuggito il primo sguardo attento dato al sigillo del tappo.



In effetti ha indossato anche gli occhiali per non farsi buggerare di nuovo...


Zago mostra l’orologio, finalmente resettato al meridiano locale




Ancora non sa che la malia che lo affligge, di solito travestendosi da Crampo Maligno Improvviso, stasera ha cambiato aspetto manifestandosi come Starnuto Impellente Continuato. L’attacco è durato per diversi minuti e si è poi dileguato improvvisamente al momento di pagare il conto.





 


Tuesday, January 20, 2026

Renzi


Mi sembra doveroso, proprio per quello che è accaduto durante la serata, iniziare con una pubblicità d’epoca, riguardante l’ormai famoso amaro Jefferson

Esiste una decennale rivalità fra Marcolino (esuberante, chiassoso, smaliziato, sempre pronto alla burla ed alla presa in giro) ed il cuginetto (affermato medico, impegnato socialmente e culturalmente, tre spanne al di sopra di scherzi, boutade, prese per i fondelli, tutte cose che purtroppo per lui contrastano in maniera inequivocabile con quella che è la sua reale attitudine). Fatto sta che per questi motivi è sempre stato il primo, di solito, a prevalere. Fino a stasera, fino al fattaccio… ma andiamo per ordine.


Il nostro tavolo, fra le lucine natalizie ammiccanti e il lampione a riscaldamento che quando va è troppo caldo e quando è spento è troppo freddo.



Con Marcolino qui le ordinazioni vanno fatte aggiungendo uno, barra due porzioni, al numero dei commensali. Ecco quindi il risultato,





nell’attesa di quel zangolino di prosciutto tagliato al coltello, salame e patate che abbiamo chiesto per secondo Zago si è concentrato nella vana impresa di dire qualcosa di sensato, costringendo Marcolino a detergergli il sudore causato dal surriscaldamento dell’unico neurone attivo. Lui ride, ma è un'espressione di default.




E adesso si arriva al momento del dramma.

Sono mesi che al momento del limoncello Marcolino ci sfracella gli zebedei con l’assurda richiesta del suo liquore per nobili preferito (assaggiato una sola volta, peraltro): l’amaro Jefferson. 

- Certo, l'abbiamo! - gli risponde il cameriere.

Nello stupore generale, mentre Marcolino opta gioiosamente per quello, Otto si alza per andare in bagno. Per me e Zago, che non siamo nobili, liquirizia e limoncello vanno più che bene. Torna Otto, arriva il cameriere.

Porta quanto richiesto e posa davanti a Marcolino un bicchierino di liquore. Che dose scarsa, penso fra me e me, mentre lui assaggia e subito si diffonde sul suo viso un’espressione estatica come quella di chi ha assaggiato un nettare prelibato. 

- Ah! - esclama soddisfatto, schioccando le labbra.




Purtroppo per lui in quel momento torna il cameriere con un altro bicchierino di liquido ambrato che gli posa davanti.

- Mi scusi - dice - è stato suo cugino a dirmi di fare così: quello di prima era brandy, questo è il Jefferson!



Mai Marcolino era stato buggerato in cotali guisa… da uno del suo stesso sangue poi! (da notare l'evidente somiglianza fra i due liquori... considerando il sapore come in'optional, naturalmente...)



E qui è documentato il tragico momento in cui Marcolino si rende conto che questa burla si ripercuoterà nella sua vita per molti mesi a venire. 



L’avvenimento è stato immortalato per la posterità da due autorevoli cronografi: quello del locale 



e quello di Zago, purtroppo tarato (ma questa sappiamo non essere è una novità visto il padrone) ancora sull’ora tailandese.




Saturday, January 10, 2026

Bafet


Tradizionale selfie all’ingresso del locale



Nell’attesa dei piatti a volte organizziamo uno spettacolino per far divertire Zago e consolarlo della mancanza di tacos, burritos e enchiladas (di quest’ultima, conoscendolo, siamo estremamente sicuri della traduzione romagnola del termine).

Qui Marcolino si esibisce nella sua famosa imitazione del sorriso del gatto del Chesire.



Questo invece è l’originale



Finalmente arrivano i ravioli al ragù piccante



quindi le tagliatelle al ragù 



e poi gli straccetti all’aceto balsamico e rucola



con patate fritte



ed erbette



E per finire la ciambella



Un famoso attore, Keanu Reeves, ha pranzato in questo locale e c’è una foto a dimostrarlo. Anche noi volevamo fare una foto che, incorniciata, facesse il paio con quella, ma Marcolino si è rifiutato dicendo che non era abbastanza pettinato!


Comunque io l’ho sostituito ugualmente...  pochi ristoranti possono vantare una foto con Ke-ano Padovani!



Le mani in faccia: a volte alcune mie uscite sono raccapriccianti!





Aspettando, invano, il limoncello: O si scrive limoncello? Bah, comunque non è arrivato nessuno dei due.



L’ingresso del locale ma, in questo caso, anche l’uscita.