Due su due.
E parliamo di controlli da parte delle forze dell’ordine andati a buon fine per Marcolino.
Robe da non credersi.
Tutto è cominciato con una bottiglia di corposo vino francese che Walter ha portato dalla Francia e che a tutti i costi ha voluto farci bere durante la cena da Zaganti.
Un vino tosto, quindici gradi, col quale Marcolino ha brindato a stomaco vuoto.
- Mi sento un pò alticcio - ha esclamato mentre mangiava le sue lasagne
- Al ritorno facciamo le strade interne - gli ha risposto Zago scucchiaiando nel cappelletti in brodo.
Come se questa scelta avesse sistemato le cose i due hanno continuato a bere mentre Jacques ha preferito continuare con il bianchello gelato scelto all’inizio della cena.
Dopo coniglio, pollo e salsicce che siamo soliti scegliere qui come secondo l’intontimento passeggero sembrava essere sparito per cui Marcolino ha chiamato l’abituale giro di vin santo ad accompagnare il dolce.
E poi vi a casa per tortuose stradine di campagna poco illuminate tanto si sa, per la notte rosa, tutte le pattuglie sarebbero state dirottate di sicuro sulla costa. ed invece… all’altezza delle carceri una paletta è emersa dal buio, con un carabiniere che ci ha fatto cenno di accostare.
- Patente e libretto - ha esordito, accostandosi, mentre un altro carabiniere, etilometro in mano, faceva atto di avvicinarsi.
E quando Marcolino ha risposto - Non ce l’ho la patente - ha subito messo via l’etilometro per liberare la mano e portarla sulla fondina della pistola mentre Marcolino continuava:
- o meglio: è scaduta e l’ho rinnovata ma non mi è ancora arrivata e ho questo foglietto sostitutivo.
- Controlliamo subito on line - gli ha risposto il primo carabiniere e dopo un paio di minuti è tornato sorridente.
- E’ vero, tutto in ordine, le arriverà a breve per posta. Potete andare!
e siamo ripartiti, sgavagnandola anche questa volta e con un pizzico di rimpianto pensando che a questo punto avremmo anche potuto prendere il limoncello…