Saturday, May 30, 2026

Primo

 Quando veniamo a cena qui il catenone è d’obbligo, anzi, la volta che non lo avevamo messo non volevano nemmeno farci cenare… anche se c’è il solito bastian contrario, quello con la maglietta nera, che cerca di distinguersi.

L’espressione del tizio disegnato è congelata nel tempo, dovuta sicuramente al momento in cui Marcolino si è specchiato prima di uscire. (ma molti anni fa, quando ancora aveva i capelli)



D’altra parte di lui non si può dire altro che è un vero nobile, uno che il cibo non lo mangia, ma lo assapora,
come afferma, a quattro palmenti…

Per quanto riguarda la pappa ci siamo comportati come al solito: fritto e rustida,  




quindi sorbetto




e ciambella e limoncello





con gli avanzi ci hanno poi fatto un doggy bag





La serata è terminata presto perché Marcolino aveva un improrogabile impegno,

Ha confessato che doveva ritirarsi nella sua cameretta col nuovo tablet per guardare le serie su, come lo chiama lui, Netzxflishcx

Wednesday, May 20, 2026

Squadrani

Per il ritorno, nell’ambito delle scelte del gruppo, del ristorante Squadrani, uno dei caposaldi della tradizione culinaria romagnola, ci siamo ritrovati addirittura in sette.



Cosa mai capitata prima se non a casa di Lili.




E’ stata una serata un po’ particolare, diversa dalle solite. Vuoi perché i discorsi si diversificavano lungo la tavolata, vuoi perché i soliti lazzi e frizzi venivano acutizzati dalla presenza del cameriere col quale, anni fa, avevamo fatto comunella in un diverso locale, vuoi perché ci siamo divisi subito nella scelta dei piatti da ordinare.

Sembra facile ma quando si è in tre la devianza da una scelta principale, sempre che avvenga. è relativa. ma quando si è in più del doppio allora i desideri su cosa mangiare aumentano in maniera tale che il menù proposto sembra non bastare.


Primo e secondo? Oppure due primi? E un secondo. Ma come: senza antipasto? L’antipasto va bene sì, ma per quanti?

Perché non prendiamo io menù degustazione?  Ma l’antipasto in questo caso c’è?


Alla fine cinque hanno scelto il menù degustazione, mentre Otto e Jacques sono andati su scelte diverse


però poi ci pareva brutto e così abbiamo preso anche l’antipasto. 

Però per cinque



Le tagliatelle sono arrivate per tutti, ma non subito per chi aveva scelto il menù degustazione che ha così dovuto aspettare che Otto e Jacques, con le smorfie del caso e gli oh di meraviglia per far ingolosire gli altri, mettessero mano ai loro due piatti, arrivati moooolto prima.

Le tagliatelle per gli altri sono arrivate tutte insieme in una sola pirofila.



E mentre i due dissidenti mangiavano la cotoletta con patatine che avevano chiesto gli altri si sono divisi la solita rustida di salsicce, costine e castrato di romagnola memoria, che ovviamente, essendo in cinque e dovendo combattere per i bocconcini più prelibati, non hanno fotografato.



Sunday, May 10, 2026

Vittorio

 Capita ogni tanto di andare a cena da un discepolo, probabilmente uno dei pochi rimasti, della cucina marinara riminese. In città Vittorio è l’ultimo depositario di un’arte illustre e noi abbiamo la fortuna di conoscerlo da una vita.


Siamo i soliti tre e paventiamo il momento in cui ci accompagnano al tavolo

Credevamo che non esistessero tavoli triangolari ed in effetti è vero. Ma quando il ristorante è pieno zeppo è possibile che un tavolo quadrato, a Zago è successo, venga accostato completamente al muro lasciando solo tre posti a sedere.

Stavolta il tavolo è addirittura doppio, cosa che ha dato al furbo Marcolino di impossessarsi di un intero lato nella segreta speranza di accaparrarsi la dovizia di antipasti caldi e freddi che sicuramente arriveranno.

Crediamo abbia una segreta, inconfessabile paura di non riuscire ad arrivare a mangiare tutto. Probabilmente per lo stesso, atavico terrore, stranamente la bottiglia del vino è sempre dalla parte di Jacques.



Ecco arrivare gli antipasti





Terminati gli antipasti è arrivata una frittura, scomparsa in un amen




Quindi, per terminare perché non siamo quei mangioni che credete, abbiamo chiesto un risotto, come vuole la tradizione locale, rosso, senza gusci di bivalve, spine e gusci di crostacei



Per aiutare la digestione c’è stata la velata richiesta di un amaro leggero, fruttato,, dal nome esotico, un amaro da nobile, diciamo, tipo il Jefferson


Ma ci siamo invece decisi per una grappetta che, invece di fotografare, ce la siamo bevuta


Date retta a noi che di cucina non ne capiamo niente: una scappata qui, una volta l'anno, è doverosa!